Angelo Freda
Il peso dell’approvazione: quando la vita diventa un esame
Ci sono persone che vivono con una sensazione invisibile ma costante: come se la vita fosse un esame. Un esame che non finisce mai. Un esame che non riguarda solo il lavoro o la scuola, ma tutto: l’aspetto fisico, il modo di parlare, le scelte, le relazioni, persino il silenzio.
È una vita in cui si pensa spesso:
“Sto facendo bene?”
“Mi staranno giudicando?”
“Ho detto la cosa giusta?”
“Sto deludendo qualcuno?”
E questa tensione non è sempre evidente. A volte si presenta come gentilezza, come premura, come disponibilità . Ma dentro nasconde un’ansia profonda: il bisogno di essere approvati per sentirsi degni.
Quando l’approvazione diventa ossigeno
Il bisogno di approvazione non è un capriccio. Non è semplicemente vanità . Molto spesso è una ferita. È un modo che l’anima ha imparato per sentirsi al sicuro.
Chi cerca approvazione può aver imparato, magari da piccolo, che l’amore arrivava solo se:
-
era bravo,
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non disturbava,
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non sbagliava,
-
non contraddiceva,
-
si adattava.
Così l’amore diventa qualcosa da guadagnare. E la persona cresce con una convinzione che sembra invisibile ma governa tutto:
“Valgo se piaccio.”
E se valgo solo se piaccio, allora la vita è una prestazione.
E se la vita è una prestazione, non riposo mai.
Il confronto continuo e la stanchezza dell’anima
Il confronto è l’alimento più potente dell’inadeguatezza.
Perché confronta sempre in modo ingiusto: tu vedi la parte migliore degli altri, e vivi la parte più fragile di te.
Tu vedi il sorriso.
Ma non vedi la loro notte.
Tu vedi la forza.
Ma non vedi la loro paura.
E così ti senti sempre “meno”. Sempre indietro. Sempre in difetto.
Ma la vita non è una gara. E la tua dignità non è un punteggio.
L’approvazione non è amore
Questa è una verità dura, ma liberante.
L’approvazione può essere bella. Può dare conforto. Ma non è amore.
L’amore vero non nasce dalla performance.
Nasce dall’incontro.
Dal riconoscimento.
Dalla fedeltà .
Se qualcuno ti “approva” solo quando sei perfetto, quello non è amore: è un contratto.
E molti hanno vissuto anni dentro contratti invisibili.
Il passo decisivo: smettere di mendicare valore
Guarire significa fare un passaggio decisivo: smettere di mendicare valore.
Non significa chiudersi, non significa diventare duri o indifferenti.
Significa smettere di vivere come se la dignità fosse in prestito.
Significa imparare a dire:
-
“Posso sbagliare e restare degno.”
-
“Posso essere fragile e restare umano.”
-
“Posso non piacere a tutti e restare in piedi.”
Questo è il punto: restare in piedi.
Uno sguardo più grande
Spiritualmente, la vera guarigione arriva quando l’anima smette di vivere davanti alla folla e torna a vivere davanti a Dio.
Dio non è un giudice nervoso.
Non è un voto.
Non è una pagella.
Dio è uno sguardo che vede.
Uno sguardo che non si stanca.
Uno sguardo che non cambia con la prestazione.
E quando il cuore si sente visto così, lentamente, il bisogno di approvazione perde potere.
Conclusione: la pace di essere veri
La libertà più grande è questa:
non dover più dimostrare.
È poter respirare.
È poter essere veri.
Perché il tuo valore non è una conquista.
È un dono.
E nessuno può toglierti ciò che Dio ha messo in te.
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