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Angelo Freda 👉 https://amzn.to/4ayN3Z5 Il peso dell’approvazione: quando la vita diventa un esame Ci sono persone che vivono con una sensazione invisibile ma costante: come se la vita fosse un esame. Un esame che non finisce mai. Un esame che non riguarda solo il lavoro o la scuola, ma tutto: l’aspetto fisico, il modo di parlare, le scelte, le relazioni, persino il silenzio. È una vita in cui si pensa spesso: “Sto facendo bene?” “Mi staranno giudicando?” “Ho detto la cosa giusta?” “Sto deludendo qualcuno?” E questa tensione non è sempre evidente. A volte si presenta come gentilezza, come premura, come disponibilità. Ma dentro nasconde un’ansia profonda: il bisogno di essere approvati per sentirsi degni. Quando l’approvazione diventa ossigeno Il bisogno di approvazione non è un capriccio. Non è semplicemente vanità. Molto spesso è una ferita. È un modo che l’anima ha imparato per sentirsi al sicuro. Chi cerca approvazione può aver imparato, magari da piccolo, che l’amo...
Perché Dio ci educa attraverso le prove? Un cammino che trasforma il cuore
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Perché Dio ci educa attraverso le prove? Un cammino che trasforma il cuore Una delle domande più difficili che attraversano la vita credente è questa: Perché Dio permette la prova? Perché il dolore entra nella vita di chi cerca sinceramente di camminare nella fede? Perché, a volte, proprio quando ci si affida, tutto sembra diventare più faticoso? Queste domande non nascono dalla teoria, ma dall’esperienza. Nascono quando la vita smette di essere lineare, quando i progetti si spezzano, quando le certezze vacillano e il cuore si trova davanti a un limite che non può superare da solo. La prova non è mai astratta. È concreta. Ha un volto, un tempo, una ferita. Ed è proprio per questo che non può essere spiegata con frasi rapide o risposte prefabbricate. La prova non come punizione, ma come educazione Uno degli errori più comuni è interpretare la prova come una punizione o come un segno di abbandono. Ma l’esperienza spirituale, se osservata con onestà, racconta qualcosa di di...
5 Gennaio Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola
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Perché non sento Dio vicino?
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Quando il silenzio diventa un luogo di maturità spirituale Molti credenti, prima o poi, si pongono una domanda che fa male: perché non sento Dio vicino? La preghiera continua, la fede non è stata abbandonata, eppure qualcosa sembra mancare. Il silenzio prende il posto delle consolazioni, e ciò che prima dava sicurezza ora appare vuoto. Spesso questo silenzio viene vissuto come un segnale negativo. Si pensa di aver sbagliato qualcosa, di essersi allontanati da Dio, o di non avere più una fede autentica. In realtà, la tradizione spirituale insegna qualcosa di diverso: il silenzio di Dio può essere una fase di maturazione, non di perdita. All’inizio del cammino spirituale, la fede è spesso sostenuta da emozioni, entusiasmi, percezioni interiori. Questo è normale e necessario. Ma col tempo, se la fede deve diventare adulta, queste consolazioni possono diminuire. Non perché Dio si allontani, ma perché l’anima viene chiamata a non dipendere più dal “sentire”. La notte dell’anima n...
Quando la fede non consola, ma resta
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Ci sono momenti nella vita in cui la fede sembra non mantenere le promesse che, forse ingenuamente, le avevamo attribuito. Non consola, non risolve, non illumina. Rimane. E proprio questo restare, silenzioso e quasi ostinato, può diventare il suo dono più vero. Siamo spesso tentati di pensare la fede come una risposta immediata: un sollievo al dolore, una spiegazione al mistero, una luce che dissolve ogni ombra. Ma chi vive davvero il cammino interiore sa che non è così. La fede autentica non elimina la fatica dell’esistere, non cancella le domande più dure, non protegge dal senso di smarrimento. Anzi, talvolta lo rende ancora più acuto, perché lo espone alla luce della verità. Ci sono stagioni in cui si prega senza sentire nulla. Si leggono parole antiche, cariche di promesse, e sembrano lontane, quasi estranee. Si continua ad andare avanti, per abitudine o per fedeltà, ma senza entusiasmo. In questi momenti, la fede non consola. Eppure resta. Come una presenza discreta, che n...
26 Dicembre Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola
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