Perché non sento Dio vicino?
Quando il silenzio diventa un luogo di maturità spirituale Molti credenti, prima o poi, si pongono una domanda che fa male: perché non sento Dio vicino? La preghiera continua, la fede non è stata abbandonata, eppure qualcosa sembra mancare. Il silenzio prende il posto delle consolazioni, e ciò che prima dava sicurezza ora appare vuoto. Spesso questo silenzio viene vissuto come un segnale negativo. Si pensa di aver sbagliato qualcosa, di essersi allontanati da Dio, o di non avere più una fede autentica. In realtà, la tradizione spirituale insegna qualcosa di diverso: il silenzio di Dio può essere una fase di maturazione, non di perdita. All’inizio del cammino spirituale, la fede è spesso sostenuta da emozioni, entusiasmi, percezioni interiori. Questo è normale e necessario. Ma col tempo, se la fede deve diventare adulta, queste consolazioni possono diminuire. Non perché Dio si allontani, ma perché l’anima viene chiamata a non dipendere più dal “sentire”. La notte dell’anima n...